KATA ZEN DO ISHI

 

Un Kata è un insieme di tecniche aventi un determinato fine. 

 

Ogni Kata ha un suo determinato fine che coinvolge, 

 

nello stesso tempo, il fisico ed il corpo.

 

Il Kata Zen Do Ishi è un Kata che contiene tutte le 

 

respirazioni Zen Do Ishi; può durare anche circa 30 minuti.

 

Il Kyudo è un Kata propedeutico a questo.

 KATA "TAYIO O TE NI".

Il Kata "TAYIO O TE NI" ha il significato di "Sole nelle Mani".

Il movimento iniziale assume propriamente il significato di prendere il sole ed immetterlo nelle mani, precisamente al centro delle palmi delle mani dove si trovano dei "chakra secondari". Il Sole è identificato come una sorgente del Ki dell'Universo e non come un astro. Dal centro delle mani il Ki penetra nel Canale Spirituale e da quì in tutto il corpo.

E' un Kata estremamente complesso: vi sono tecniche di forza, di velocità, di esplosività, di agilità, di salti.

E' un Kata estremamente lungo in quanto vi sono moltissime ripetizioni da eseguire in sequenza. In genere non viene presentato nella forma complessa e noi seguiremo questa prassi anche nel mostrarlo sul sito.

Si può eseguirlo con una respirazione semplice o con tutte le respirazioni che saranno evidenziate con il colore rosso.

Come tutti i Kata anche questo non si svolge lungo un unico tratto, cioè solamente in avanti. Si muove verso vari fronti: un fronte anteriore, un fronte retro, dei fronti laterali. Nel mostrare questo Kata faremo vedere delle tecniche secondo varie proiezioni, nel senso che di una tecnica possiamo illustrarla vista dalla parte anteriore e quella posteriore.

 

Il Kata inizia, come tutti i Kata di Meditazione, nella posizione classica con le gambe chiuse, i piedi uniti e le punte divaricate (musubi-dachi) e le mani stese lungo i fianchi.

Ora ci si pone nella posizione della figura n.1, dove i piedi sono allineati per la loro lunghezza (heisoku-dachi); le mani sono nella posizione (mundra) della Tranquillità (fig.1). Si effettua una respirazione dell'Armonia (si inspira e si espira attraverso il naso, con l'espirazione più lenta dell'inspirazione). Si inspira: la respirazione avviene a livello tan-den.

 

Tra i due atti della respirazione, atto Yin ed atto Yang, l'addome è spinto in avanti per immagazzinare più aria possibile e caricare il tan-den di Ki. L'espirazione deve essere due volte più lunga dell'inspirazione e si deve espirare il più possibile, sino a giungere ad appiattire l'addome per emettere il più possibile aria dall'organismo.

 

 

 

 

Ora inizia l'espirazione: le braccia si incrociano come nella fig. 2 e le gambe assumono la posizione hibadachi, dove le anche vengono abbassate, le ginocchia sono spinte all'infuori, e le punte dei piedi sono parallele (fig. 3): le braccia continuano ad incrociarsi.

La respirazione deve essere lenta e controllata.

 

 

 

 

 

 

Quindi le braccia iniziano ad aprirsi: i gomiti sono aderenti ai fianchi, le palmi delle mani sono rivolte verso l'alto e le braccia sono parallele al suolo (fig. 4).

Ora termina l'espirazione: le braccia effettuano movimento di shikite(movimento con cui le braccia vengono portate all'indietro) sempre aderendo ai fianchi (fig.5).

 Immaginiamo che il flusso di Ki penetri nei nostri piedi, attraverso il punto centrale dlla pianta del piede (chakra secondario) e si diriga verso il tan-den. Nella espirazione immaginiamo che dalla regione perineale il Ki arrivi alle gambe, per uscire dai piedi. Si ha, quindi, la sensazione del Ki che attraversa le gambe per uscire dal punto centrale delle piante del piede, ancorando, così, i piedi e le gambe in terra, rendendo la posizione stabile.                                            

 

 

 

Ora si inspira iniziando il movimento: le mani si incrociano, la mano sinistra sopra, come per prendere una spinta per effettuare il movimento successivo (fig.6). Le mani si avvicinano al petto, i gomiti fungono da perno e si allontanano lo stretto necessario per facilitare il movimento e si espira. Quindi, le braccia vengono portate in fuori (fig.7), con le palme delle mani rivolte verso il cielo. .

 

Inizia a prendere il sole (come sorgente di Ki) nelle mani, nei centri secondari di chakra, centri dove penetra il Ki. Il movimento delle mani serve a raccogliere l'energia dal sole e a convogliarla sull'uomo, che la usa per interagire con l'Universo per sentirsi un tutt'uno con questo.

 

 

Continua l'espirazione e si portano le mani verso l'alto sino a che i palmi delle mani si toccano, ma non con le punte delle dita, a formare una specie di coppa (fig.8). Si rimane qualche secondo in questa posizione quasi a volere che questa "coppa"sia riempita il più possibile dal Ki del sole. Ora si inspira e si porta questa "coppa" dinanzi al proprio corpo, dinanzi al Canale Spirituale, quasi che il Ki penetri nel nostro interno e da quì in tutto l'organismo (fig.9).

Nell'atto di elevare lateralmente le braccia nel saluto, si inspira con il naso lentamente: l'espirazione può avvenire nella discesa delle braccia (1° variante), oppure, quando le palme vengono a contatto (2° variante): in quest'ultimo caso si può rimanere per più atti respiratori in questa posizione, come per dare tempo a convogliare verso il suo interno più energia possibile del Ki del sole. Quindi si inspira e si espira completando l'azione: l'espirazione è sempre con la bocca ed il tempo è di circa 2 o 3 volte maggiore del tempo di inspirazione.

Nella espirazione si pronuncia il suono "Su".  

  

 

Da questa posizione le mani continuano a scendere verso il centro del corpo, corrispondente al chakra del tanden. Le mani si incrociano sul davanti, la mano sinistra passa all'esterno (fig. 10); continuano a scendere e vanno a posizionarsi come nella fig.11 dove le mani assumono la posizione definitiva: le dita medie della mano sinistra si poggiano sulla mano destra, con i pollici che si toccano (fig.11). Continua l'espirazione.                                    

Le mani segnano il microcosmo che è racchiuso dal macrocosmo (formato dalla posizione delle braccia): il microcosmo è racchiuso nel macrocosmo, l'uomo è inserito nella natura.

 

 

 

Dalla posizione precedente, ci spostiamo verso sinistra (proiezione laterale) con un movimento di taisabaki (movimento d'anca). Si inspira e si inizia a girare la testa e, a seguire, tutto il corpo; quindi si sposta la gamba sinistra verso sinistra e le braccia che seguono il movimento delle gambe (fig.12). Ora si allunga il braccio sinistro con forza yang (fig.12a), sino a "stirare" tutto il braccio: si espira.Le tecniche delle figure 12-13a a si svolgono sempre nella proiezione laterale della figura 12, ma viste anteriormente.

Questo primo movimento, lo spostamento di anca, può anche essere eseguito in velocità. Allora l'inspirazione deve essere veloce e l'espirazione seguente deve essere lenta ed eseguita con la   bocca socchiusa.

 

 

 

 

 

 

Ora si effettua un movimento molto difficile in quanto è "Yin e Yang insieme. partiamo dalla fig. 12a dove il braccio destro è Yang.

Si rilassa il braccio che diviene Yin (fig. 13); si inspira prima del movimento o come il movimento inizia: si effettua un movimento ascendente e si espira eseguendo il movimento discendente come per disegnare il movimento dell'infinito.                

Il movimento della fig. 13a rappresenta in movimento ascendente-Yang e come movimento marziale può rappresentare un colpo di polso al mento dell'avversario.

            

 

 

 

 

 

 

La fig. 13b mostra la fase discendente del movimento e la mano diviene Yin con la mano che va in shikite . Il movimento seguente con la mano destra dovrebbe essere eseguito insieme al movimento del braccio sinistro. Tuttavia per la difficoltà dell'esecuzione consiglio di eseguire i due movimenti in due momenti distinti e nel seguito della pratica diminuire sempre di più i tempo di latenza tra i due esercizi. Nella fig. 13b inizia il movimento del braccio destro che sale in contrazione come per colpire con hiji (punta del gomito).

 

 

 

 

 

In un atto marziale la mano sinistra colpirebbe con polso (fig. 13b), poi afferrerebbe il capo dell'avversario e lo porterebbe verso il basso e lo colpirebbe con il gomito destro (fig.13d). Le azioni delle figure 13 sono viste frontalmente ma si svolgono lateralmente rispetto alla posizione della fig. 1. Ora il braccio destro scende dinanzi al viso e gli passa lateralmente come per coprire tutto il viso: nel fare questo il corpo si piega leggermente in avanti (fig. 14) e si inspira.

 

 

 

 

                                     

 

Ora con il braccio destro compie con il taglio della mano un percorso che parte dal lato interno del viso, come illustrato nella fig. 14, e termina nella parte opposta (fig. 14a).

Arrivati al massimo della estensione del braccio, anche il corpo si volta verso destra (fig. 14b): l'espirazione è lenta e vigorosa ed è effettuata con la bocca socchiusa.

La posizione della figura 14 è la kokutzu-dachi e la presa che effettua è la "kake- uke". Questo movimento di taglio del braccio davanti al corpo può essere effettuato in due versioni: - nella prima il movimento è veloce ed esplosivo (come se si dovesse colpire con il taglio della mano un avversario posto dietro di noi) e la respirazione è vigorosa; - nella seconda versione il movimento può essere lento e controllato (come se si cercasse di liberarsi da una presa).

                               

                                                                                                                                                    

 

 

Si inspira e si porta il braccio destro verso il corpo e con la gamba sinistra si effettua mae.keri (colpo di gamba frontale) in maniera fluida (fig. 14c) ed espirando. Ora si riporta la gamba all'indietro e ci si pone come nella fig. 15, con il fronte rivolto verso il centro: si inspira.

 

 

 

 

 

 

 

Ora si porta avanti un colpo di shuto sinistro in contrazione (fig. 16): si espira in maniera molto lenta e vigorosa. Quindi, si porta il sinistro in shikite (fase yin della tecnica) mentre si inspira e si porta avanti il destro (la fig. 16a mostra la fase di transizione della tecnica, dove shuto destro di prepara ad effettuare la tecnica).

 

 

 

 

 

Ora si effettua tecnica di shuto destro con contrazione (fig, 16b) e si espira. Ora si eseguono le tecniche delle figure 16-16b con la massima velocità: si inspira velocemente e con una sola espirazione si eseguono le due tecniche con la massima velocità. Quindi, si sposta, come se fosse una sola tecnica, la gamba destra verso destra (fig. 17) portando il corpo a guardare a destra. Il braccio sinistro rimane nella stessa posizione della figura 16b, cioè attaccato al corpo ed in shikite (indietro). Il movimento delle "anche" porta il braccio destro a posizionarsi   nella posizione della figura 17, piegato ad angolo.     

Si dovrebbe seguitare la fase di espirazione delle due tecniche in velocità.

 

 

 

                                                                                                 

                     

 

Ora si esegue la sequenza già effettuata dalla parte opposta: inizialmente si tende il braccio destro con una forza Yang (fig. 18); quindi, si rilassa con una forza Yin e si porta verso l'alto come per colpire con un colpo di polso ascendente (fig. 18a). Anche questa serie delle figure 18-18c sono viste frontalmente ma si svolgono secondo una proiezione laterale rispetto al "fronte avanti".

Si inspira e si espira in maniera veloce; si inspira al momento in cui il braccio si alza e si espira quando il braccio scende e si alza il braccio opposto e si forma il segno dell'infinto.

                 

                                                                                             

 

 

 

 

Ora il braccio destro scende come per formare il segno dell'infinito e porsi in shikite, mentre il gomito si alza come se dovesse colpire di gomito. Come nella sequenza verso sinistra il movimento del braccio discendente è di tipo Yin, mentre la forza del gomito ascendente è di tipo Yang (fig. 18b-c).

 

 

 

 

 

 

 

Ora, il braccio sinistro passa davanti al viso e si inspira, mentre il corpo si sposta leggermente in avanti (fig. 19), quindi la mano destra a forma di taglio (shuto) compie con il taglio della mano un percorso che parte dal lato interno del viso, come illustrato nella fig. 19a, e termina nella parte opposta:nel fare questo movimento si espira.

In questo movimento si esegue un movimento contrario rispetto al movimento opposto, per cui se nell'altro il movimento è stato lento e controllato, ora sarà veloce ed esplosivo ed il contrario.

 

 

 

                     

 

La figura 19 b mostra la fase terminale dell'azione della figura precedente. Termina l'espirazione.

 

La fig. 19c mostra una fase successiva, vista da un'altra posizione, più frontale. Ora, il braccio sinistro si rilassa e viene portato vicino al corpo, mentre la gamba destra si prepara a portare il colpo di gamba (fig. 19c): si inspira.

 

 

 

 

 

 

Nella fig. 19d viene mostrato l'esecuzione della tecnica di gamba: si espira. Quindi, la gamba destra viene portata indietro (fig. 20) e si volta il fronte dell'azione dalla parte opposta rispetto alle figure della sequenza 19: si inspira. Come la gamba si appoggia a terra, le anche iniziano a muoversi verso la parte opposta ed il braccio sinistro inizia a prepararsi all'azione.

 

Nell'effettuare mawatte si deve effettuare una giusta rotazione dell'anca. Dopo avere effettuato mae geri, si inspira con il naso e si effettua mawatte con la massima velocità e si porta jako tsukisinistro (posizione in cui l'arto superiore è opposto rispetto all'arto inferiore) con emissione di aria dalla bocca.

 

 

 

 

La fig. 20a mostra la tecnica finale della figura n. 20: la figura è spostata definitivamente alla parte opposta, la mano destra è in shikite ed il braccio sinistro entra con tecnica shotei.

Ora si esegue il "movimento del bruco": il braccio destro si alza aiutando l'inspirazione, mentre con la gamba anteriore opera un piccolo spostamento anteriore (fig. 21).

 

 

 

 

 

 

 

 

Il braccio destro passa sopra il braccio sinistro come per prenderne il posto (fig. 20c).

La fig. 20d mostra la fase terminale di questa sequenza e la gamba posteriore recupera quel piccolo passo anteriore eseguito con la gamba anteriore, cosicchè tutto il corpo ha operato un piccolo spostamento in avanti: si espira in questo movimento.

 

 

 

 

 

 

 

                         

Ora, inspira ed espira e all'espirazione, lasciando fermo il gomito, opera uno spostamento dell'avambraccio (fig. 20e) che porta il palmo della mano anteriore davanti al viso. Quindi, si inspira ed all'espirazione (che deve essere più lunga rispetto all'inspirazione), l'avambraccio opera lo stesso movimento precedente, ma a portare il dorso della mano davanti al viso con un movimento di polso (fig. 20f): io scherzo dicendo che si guarda, in un primo momento, quanto è bella la mano, per cui si passa a guardare anche il dorso della stessa.

I due movimenti del braccio sono eseguiti in contrazione in quanto hanno il significato di una liberazione da una presa.

 

 

 

 

Ora richiama il braccio destro e prepara l'attacco di shotei con il braccio sinistro (fig. 20g): si inspira. Nella fig. 20 h l'azione è completata: il braccio destro è completamente in shikite ed il braccio sinistro è steso completamente: si espira. Mentre la gamba destra rimane ferma la sinistra si sposta leggermente in avanti per fare si che si entri nella posizione seishan dachi (l'alluce del piede posteriore è sulla stessa linea del tallone posteriore; mentre il piede anteriore è diritto, il piede posteriore è leggermente voltato verso il piede anteriore).                  

 

 

 

 

 

              

 

Ora si allargano le braccia come per prendere slancio con le braccia per il movimento delle "anche" che dovranno portare il corpo ad effettuare un giro di 270° verso sinistra (fig. 21). Ora sposta il piede anteriore, quello destro, verso sinistra, andando a sovrapporsi con la gamba sinistra (fig. 21a): si inspira in questo momento.

 

 

 

 

                                 

                

 

Nella fig. 21b si accentua la rotazione delle "anche" con il movimento delle braccia che aiutano la rotazione: continua l'inspirazione. La fig. 21c mostra la fase finale della rotazione. Al termine della rotazione ci si ritrova con il piede sinistro posto anteriormente e la gamba destra posta posteriormente. La posizione è quella del neko-ashi con le braccia si preparano all'azione successiva: inizia l'espirazione.

 

L'inspirazione è veloce nella sequenza del mawatte (fig. 21-21b) ed è lenta nella sequenza delle fig. 21c-21d.

 

 

 

 

 

 

Ora la figura 21d mostra la sequenza vista anteriormente, ma la sequenza si svolge dal "fronte retro" considerando la figura iniziale come fronte "avanti". Dalla posizione neko-ashi ora allunga il corpo ponendosi nella posizione zenkutzu-dachi e portando le braccia in avanti come a colpire di shotei (palmo delle mani).

Ora porta avanti la gamba destra, sempre nella posizione zenkutz-dachi ed alza il braccio destro in una posizione iniziale (fig. 21e).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ora termina l'azione della figura precedente stendendo il braccio destro come a togliere il braccio sinistro, che si porta in shikite (fig. 21f): termina l'espirazione. Da questa posizione, ora, richiama la gamba sinistra che avanza portandosi anteriormente rispetto alla gamba destra, nella posizione detta "sanchin-dachi" (fig. 21g): inspira.                                                                                                         

 

 

 

 

 

 

 

  

 

Si espira e le braccia si portano nella posizione tipica con il braccio superiore controlaterale rispetto alla gamba anteriore (fig. n. 22). Ora porta avanti la gamba destra e si appresta ad effettuare tecniche di cambio delle braccia.  Nel momento in cui si porta la gamba destra anteriormente, si inizia a ruotare le braccia verso destra sino a che le braccia si incrociano ed il braccio sinistro passa superiormente: nella figura 22 a le braccia si incrociano ed il braccio sinistro si trova superiormente.

Vedere per questa serie di movimenti:

Le mani sono poste in shotei; nel Karate, usualmente, si usa il taglio della mano per la mano superiore (shuto) ed il dorso del pollice con il taglio della mano posta verso il basso (seryuto). Il movimento delle braccia è anche detto: rotazione mawashi uke.

 

 

 

                                                                                                                                                                                            

 

Ora le braccia si ritirano e si portano verso il corpo ed il destro va superiormente ed il sinistro inferiormente (fig. 22b): da questa posizione si può inspirare.

Le braccia, ora, invertono la posizione ed il braccio destro è posto inferiormente ed il braccio sinistro superiormente (fig. 22c): si espira.         

 

 

 

 

 

 

 

    

Ora le braccia si portano in avanti, in attacco, con le mani nella posizione shotei(fig. 22d): continuare l'espirazione.

Ora effettua tre passaggi in avanti.

Si inspira ed inizia portando la gamba sinistra in avanti effettuando un mezzo giro all'interno con la gamba sinistra (in pratica effettua un mezzo giro del Tao) mentre le braccia iniziano a girare verso sinistra: nella figura 22e si vedono le braccia che hanno iniziato ad effettuare il giro.

 

 

 

 

                  

 

Le figura n. 22g mostra una fase successiva. Le braccia si incrociano, con il braccio sinistro posto all'interno ed il braccio destro posto all'esterno: termina l'inspirazione.

La figura 22ga mostra ancora una fase successiva: le braccia si sono portate nella posizione finale. Il braccio sinistro è posto superiormente, nella  posizione Yang, ed il braccio destro è  posto inferiormente, nella posizione Yin: inizia l'espirazione.

 

 

 

 

                                                                                                                                                             

 

 

 

 

Ora vi è l'inversione delle braccia (fig. 22h): così il braccio sinistro Yang diviene braccio Yin ed il braccio destro da braccio Yin diviene braccio Yang.

Ora vi è l'attacco contemporaneo delle due braccia che portano attacco simultaneo con shotei (fig. 22i): termina l'espirazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nella fig. 22 l inizia a portare avanti la gamba destra effettuando un semicerchio, un mezzo passo del Tao come nella figura 22e. Contemporaneamente inizia a ruotare la braccia verso destra, sino ad incrociarle con il braccio sinistro posto superiormente (fig. 22m): si inspira..

 

 

 

 

 

 

 

 

Ora, le braccia si staccano con il braccio destro che si trova superiormente, mano Yang, ed il braccio sinistro posto inferiormente, mano Yin (fig. 22n): inizia l'espirazione.

Ora si invertono il senso delle mani che si trovano con la mano sinistra posta superiormente e la mano destra posta inferiormente; quindi le mani sono portate in avanti nella posizione shotei (fig. 22o): termina l'espirazione.

 

 

 

 

Rimanendo sul posto si entra in kokutzu-dachi(il corpo si appoggia sulla gamba posteriore per il 75% con la gamba anteriore leggermente flessa), quasi per togliere il corpo da un attacco frontale ed effettua parata in soto uke giodan idari (parata alta verso l'esterno con il braccio sinistro) e shuto gedan mihi (parata bassa con il taglio della mano destra).                                                    

Si inspira all'inizio del movimento e si espira in modo fluido ed in forma esplosiva.

Ora si inspira passando alla posizione moto-dachi mentre le mani si pongono in una posizione intermedia con cui aiutano il movimento successivo (fig. 23a): si inspira lentamente.

 

 

 

 

 

                                                                                                                                 

 

Ora si effettua uno skin-keri (calcio basso a livello metà gamba) in contrazione (fig. 23b): si espira lentamente. Quindi, si prepara ad un colpo mae-keri (calcio a livello medio) ma in scioltezza.

La figura 23c mostra la preparazione al colpo di gamba livello medio (addome): si riporta la gamba all'indietro e si prepara a portare il colpo come una molla. Si inspira mentre si riporta la gamba all'indietro e si espira in maniera esplosiva.

 

 

 

 

 

   

La  figura 23 d si mostra l'estensione della gamba che porta la tecnica chiamata mae-keri.

 

 

 

 

 

 

 

                               

Portare la gamba sinistra posteriormente inspirando in scioltezza e come questa si pone in terra si effettua mawatte in kokutzu-dachi idari portando il peso sulla gamba d'appoggio, la destra, in modo che funzioni da perno e la gamba sinistra effettui il movimento del compasso  ed una doppia parata in soto uke mihi jodan (parata alta con il braccio destro che và a porsi nella posizione illustrata nella figura n.24) e gedan barai idari (parata con il braccio sinistro come illustrato nella figura 24b): si espira. Le braccia si incrociano con il destro che passa esternamente al braccio sinistro (come regola il braccio che va superiormente passa esternamente rispetto all'altra gamba): fig. 24.

Tutto il movimento viene effettuato in scioltezza e solo le parate sono eseguite in contrazione.

 

 

 

 

                                                   

 

La figura 24 b mostra la figura precedente mostrata dalla parte frontale.

Nella figura 25 si mostra fase successiva: si assume la posizione moto-dachi preparando le braccia alla tecnica seguente. Le braccia si portano in shikite e si inspira.

 

 

 

 

 

 

 

 

Avanza con la gamba destra ed espira effettuando Jgivike (doppia parata) in cui le braccia si incrociano (fig. 25a) o con doppio shotei della figura 25b. Si espira al momento della tecnica.

 

 

 

 

 

 

 

 

Scivolare in avanti con la posizione zenkutzu-dachi con le mani che si incrociano per preparare l'attacco successiva. Si inspira quando le braccia si incrociano (fig. 26), quindi allunga la posizione spostando avanti il corpo aumentando l'incrocio della braccia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scivola ancora leggermente in avanti entrando in No tzu ko mi (profondità) e portare una doppia tecnica: haitto (taglio interno della mano) destro e shuto (taglio esterno della mano) sinistro: fig. 25d. Si espira.

Ora si prepara per il salto (fig. 26). Illustreremo le varie fasi del salto. E' estremamente difficile effettuare un salto circolare di 360° e vi sono delle metodiche che aiutano ad effettuare il salto.

Si inspira quando si inizia ad effettuare il salto.

La prima cosa da fare è togliere più peso possibile dal percorso del salto. In questa figura si vede come il corpo inizia a spostarsi verso la propria sinistra.

 

 

 

 

 

La figura n. 26a. mostra una fase intermedia successiva. Le braccia aiutano la rotazione ed il corpo continua la rotazione e si alza la gamba destra che si porta in alto.                                                                                           Continua l'inspirazione. Nella figura 26b. si vede che la gamba destra si è elevata maggiormente ed inizia la rotazione del corpo                                                                                                                         

 

 

 

 

Nella figura n. 26c la rotazione del corpo è oramai avvenuta, le ginocchia sono portate in avanti sul petto. Inizia l'espirazione.

Nella figura n. 26d il corpo è "atterrato" sulla gamba destra dopo avere effettuato una rotazione di 360° sul proprio asse; le mani poggiano in terra e servono per prendere una spinta per portarsi in alto. Il fronte è anteriore rispetto alla posizione  iniziale.

                      L'espirazione è avvenuta in maniera esplosiva.

 

 

 

 

 

 

 

Ora si è alzato e si prepara all'azione: si inspira ci si alza portando avanti la gamba sinistra ed alzando il braccio sinistro (fig. 27).

Ora si espira, scivolando in avanti la gamba sinistra e portando in basso il braccio sinistro con il palmo della mano rivolta in basso, mentre la mano del braccio destro è rivolta in alto (fig. 27a).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                                  

                                      

Ora si inspira e si espira e si porta un mae keri gedan (livello basso); il calcio è portato in maniera contratta (fig. 28).

Quindi, si riporta la gamba indietro in maniera rilassata e inspirando (fig. 28a).

 

 

 

 

 

 

 

Nella figura 28 b si vede l'estensione della gamba: il Keri (colpo di gamba) è portato a livello addome (chudan): termina l'espirazione.

La serie delle figure n. 29 mostra una serie di figure che rappresentano punti di passaggio tra due tecniche. La figura n. 29 mostra il piede destro che è posto parallelamente al sinistro, andandosi a porsi in Kiba-dachi (posizione del cavaliere), con i tzuki (braccia) in shikite (all'indietro). 

La respirazione in questa serie di figure è lenta e fluida: si inspira.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sempre nella posizione della figura precedente le braccia hanno terminato a porsi in shikite: figura n. 29 a. Si espira.

Le braccia si incrociano al di sopra della testa con il braccio destro posto anteriormente.

 Si inspira lentamente all'inizio del movimento e si espira con forza alla fine del movimento. (fig. n. 29b).

                                                                                                                                              

 

 

 

 

                                                                                                                                

 

 

 

Le mani scivolano l'una sull'altra sino a giungere nella posizione della figura n. 29 c. Ora la gamba destra viene portata vicino alla sinistra per chiudere le anche e prepararsi alla tecnica successiva (fig. 29 d).

Si inspira lentamente durante i movimenti delle due figure.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La figura n. 29 e mostra l'azione terminale della serie delle figure n. 29. Le mani sono portate in basso ed in fuori e si porta il alto il ginocchio sinistro in alto (hiza-keri).

Si espira con forza ed esplosività.

Porta il piede sinistro all'indietro ed effettua mawatte con tzuki in shikite (all'indietro).La figura n. 30 mostra la fase iniziale di questa sequenza: in questa fase si inspira.

 

 

 

 

                            

                                          

 

 

La figura n. 30 a mostra la posizione seguente, retro, in cui si è poggiato il piede sinistro indietro si prepara l'azione delle braccia.

La figura n. 30b mostra la stessa figura vista nella proiezione anteriore.          In questa azione si espira velocemente e subito si inspira.

 

 

 

 

 

 

 

                            

 

 

La figura n. 30 c mostra la foto finale della sequenza n. 30: si espira in maniera esplosiva e si portano le braccia in avanti con le mani in shotei.

Facendo perno sul piede destro la gamba sinistra si alza ed il piede sinistro và nell'incavo della gamba destra, mentre il braccio destro và in shikite ed il braccio sinistro si pone di fronte al petto, con la mano sinistro che guarda la mano destra (fig. 31).

La respirazione è lenta e controllata.

 

 

 

 

In maniera esplosiva si effettua estensione del braccio e della gamba  sinistra (fig. 31 a). La respirazione è esplosiva.                                                                                                                            

Nella figura n. 31 b la gamba sinistra si poggia davanti al corpo entrando in guardia sinistra: la respirazione è lenta e controllata e ci si pone in un atteggiamento rilassato come se si stesse osservando la situazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                       

             

 

 

La figura 31 c mostra la sequenza successiva: si porta avanti la gamba destra e porta la mano destra in shotei. La respirazione può essere o lenta ed in contrazione oppure in maniera esplosiva, ed il movimento si associa alla respirazione: può essere effettuato, quindi, in contrazione o in esplosività.

La figura 31 d è la stessa figura della precedente, ma vista nella proiezione propria con la "posizione retro" rispetto al "fronte avanti" nell'esecuzione del kata.

 

 

 

 

 

 

                                                                        

 

La figura 31d mostra l'inizio di una ulteriore sequenza: ci si porta leggermente in avanti ed il braccio sinistro passa davanti al viso (come per parare un attacco al viso).

La figura 31e mostra la stessa figura vista nella proiezione posteriore rispetto alla posizione della figura n. 31d.

Tutta la sequenza delle figure n. 30 sono viste come se fossero eseguite di fronte a noi, ma in realtà sono eseguite dalla parte opposta.Ora con la nuova sequenza il Kata si svolge di fronte a noi.

Si inspira lentamente.

 

 

 

 

 

                                                                                                                                                                                            

 

 

 

Ora lo stesso braccio si porta in alto con shotei (fig. 31f), e subito dopo porta nukite (mano a punta di lancia) con la mano destra (fig. 31g).Si espira lentamente al momento dello shotei, quindi si inspira velocemente ed in maniera esplosiva nella esecuzione della tecnica nukite.

 

 

 

                                                                                                  

 

                                                                                                                                   

                                                                                             

 

 

Si inspira rimanendo in un momento di stasi energetica nella posizione della figura precedente; quindi porta le braccia in avanti il proprio corpo per poi portarle in fuori, mentre si alza il ginocchio destro nella tecnica hiza-keri (fig. n. 32).Si espira in maniera esplosiva.

Ora il braccio sinistro và in shikite mentre la mano destra si pone sulla mano sinistra con il braccio che passa dinanzi al corpo (fig. 32a): si inspira lentamente.

 

 

 

 

 

 

                                                        

 

 

La figura 32 b mostra la figura precedente vista in una proiezione opposta.

Ora inizia ad effettuare una torsione del proprio corpo: si portano le due braccia verso la propria destra per preparare il colpo d'anca (fig. 32 c).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                                      

La figura n. 32 d mostra una fase successiva: la torsione d'anca continua a portare il corpo verso destra.

La figura n. 32 e mostra la fase finale: il corpo si è completamente voltato ed ha effettuato una rotazione di 270°.

Il movimento di torsione dell'anca è eseguito in maniera esplosiva.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si inspira nella posizione della figura precedente e si espira in maniera esplosiva nella esecuzione delle due tecniche sotto riportate.

Ora effettua due tecniche contemporanee: una tecnica di gamba ed una di braccio (fig. 32f).                                                                                                                                                                                                      

La figura n. 32 f mostra la tecnica di riporto della tecnica di gamba.

 

 

 

 

 

 

 

 

Ora si porta la gamba destra in terra (fig. 32 h): termina l'espirazione..

La figura 32 i mostra la stessa figura vista da una proiezione contraria.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                              

 

Ora si esegue la fase finale: si inspira e si porta la gamba destra indietro e di lato. Le braccia iniziano la rotazione per aiutare il movimento delle anche (fig. 32 l).

 

La gamba destra ha terminato la propria azione e si è nella posizione hiba-dachi. Termina l'inspirazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

      

 

Le braccia si incrociano ed inizia l'espirazione (fig. 33a).

Le braccia si elevano e si portano all'infuori per prepararsi al "Saluto al Sole" (fig. 33b).

 

 

 

 

 

                                                                                                                                                           

 

 

Le braccia si portano sopra la testa unendosi (fig. 33 c): continua l'espirazione.   

                 

Le braccia continuano la discesa verso la posizione finale: le braccia sono poste dinanzi al corpo (fig. 33 d).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                      

 

 

Le braccia sono nella posizione terminale: le braccia sono poste dinanzi al proprio corpo a livello addome (fig. 33 e).

Termina l'espirazione.

 

Si riassume la posizione iniziale (fig. 34).

 

 

 

 

                                                                                                            

 

LAVORI IN CORSO

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