Poesia Zen. Koan. Mondo
Pensavo, credendo di essere vivo Un monaco chiese ad Ummon, maestro Zen: "Quale è
vedevo l'Essere, il il samadhi, particella dopo particella?"
Signore del mondo; Unmonn rispose: "Riso nella ciotola, acqua nel secchio".
non era realtà, solo apparenza, credendo
in ciò che non è.
Ero cullato dall'illusione,
scambiando l'oscurità per la luce,
l'apparenza per realtà.
Seguivo la via, la strada era falsità;
avevo percorso molto cammino;
pur andando avanti la mia rincorsa era a ritroso.
Guardavo le persone, ascoltavo me stesso.
Avvicinandomi alla meta mi allontanavo da essa;
progredendo nella conoscenza
accrescevo la mia ignoranza.
Non persi la speranza e perseverai
fidandomi di colui che mai abbandona l'allievo.
Salivo cadendo in basso.
Non capivo e la mia sapienza si accresceva.
Soffrivo e la mia sapienza si accresceva.
Soffrivo ed il mio animo si rallegrava.
Fui abbandonato, non ero compreso e non ero
più solo.
La mia caduta fu completa. Ero moribondo,
ma stavo vivendo per la prima volta.
Ero rinato. Ero illuminato. La mia notte divenne
il giorno.
Non camminavo più in mezzo alle persone
ma volavo sopra di esse.
La mia mente inizia a vedere con l'anima;
la mia mente sentiva con il cuore.
Caddero le ombre dagli occhi ma gli occhi
non vedevano.
Vedevo con Aijina.