SCUOLA MEDITAZIONE ZEN DO ISHI ed ACCADEMIA NAZIONALE SHIATZU, metodo TAYIO O TE NI
La Scuola di Meditazione ZEN DO
ISHI affonda le proprie radici nello ZEN che potremmo
definire classico; non è una variante nè una setta di quest'ultimo. Nasce come
incontro dello ZEN con il DO IN. Questo origina da antiche tradizioni del
Giappone: attraverso una alimentazione mirata e basata sui principi del TAO,
un regime di vita adatto e metodiche respiratorie con movimenti semplici e
naturali, si riesce a sviluppare il corpo e la mente in un binomio classico nel
Giappone, l'unione
spirito-corpo, unione yin e yang, nella realizzazione del
TAO. Il significato del DO IN è "immissione nel proprio io delle forze
della natura", "immersione del
proprio Ki nel Ki dell'Universo".
Nel corso dei secoli le metodiche DO IN si sono sviluppate in una dimensione
spirituale (dando origine alla meditazione), una dimensione
psichica-fisica
(dando origine ad una dimensione energetica-curativa, come l'anma, tipico
massaggio orientale, ed alla digitopressione che sfocerà in seguito nello
Shiatzu), ad una dimensione energetica-fisica (dando origine alle Arti
Marziali). In verità la realtà è molto più complessa, ma per il momento ed
all'inizio di questo cammino, ciò va bene.
Lo ZEN nasce ad opera del Patriarca Boddhidarma, il
quale vide che il buddhismo
era divenuta una pratica sterile e non si ricercava la propria verità, bensì
quella di
Buddha, cercando di arrivare
all'Illuminazione senza una ricerca sincera, ma tentando di copiare la realtà
di un qualcuno diverso da noi. Ma la nostra realtà è dentro di noi. Allora
Boddhidarma, sui monti del Tibet, dove era stato invitato, presso i monasteri
Shao Lin, studiò e praticò, una forma di Meditazione, chiamata, appunto,
DHAYNA, parola sanscrita che costituisce una paramitas del buddhismo.
Il buddhismo nasce ad opera di Buddha e deriva dallo Yoga indiano che lo stesso Buddha praticava. Non si può parlare di buddhismo se prima non si parla dell'Induismo, religione praticata in India da millenni. Questa religione ha la sua Bibbia nella raccolta dei Libri Veda, quattro libri in cui è espressa la realtà della vita: l'uomo è destinato a morire in quanto la vita è emanazione di Brahaman, per cui l'uomo vive la vita nell'ignoranza, nelle tenebre, nel mondo del maya (illusione). Per queste cause l'uomo è costretto a vivere cercando di liberarsi da questa vita ed elevarsi allo stadio dell'Illuminazione. L'uomo si vede, quindi, costretto a lottare contro la sua stessa condizione e a vivere secondo il Karma (teoria de rapporto tra causa ed effetto: l'uomo vive la sua condizione in base a ciò che ha compiuto in una vita precedente), il Samsara (l'uomo deve vivere molteplici vite prima di riuscire a spezzare questa catena e ad arrivare all'Illuminazione), la suddivisione in caste (conseguenza della propria condotta nelle vite passate).
Una vita vissuta secondo i dettami della
religione induista fa progredire in questa scala; una vita contraria alla fede
induista fa discendere l'uomo in una posizione
inferiore.
Lo ZEN è una dottrina che non poteva non nascere
che in Giappone. E' una disciplina ascetica che richiede un forte equilibrio
interiore. Non ha scopo, nè fine. Conduce all'Illuminazione o Satori,
attraverso una serie di stadi,
In Giappone esisteva da tempo immemorabile, su basi empiriche e non teorica,
cioè non basate su teorie azzardate, il DO IN. Questa è una forma di
disciplina comprendente tecniche ed esercizi tradizionali che permettono sia un
miglioramento della propria salute, sia un elevarsi della propria dimensione
spirituale. Il significato del suo termine (Immettere nel proprio Io il Ki
della natura) spiega la sua natura, cioè il perfetto inserimento
dell'uomo-microcosmo nell'ambito della natura-microcosmo. Il DO IN si è sviluppato in tre vie, che hanno completato il loro sviluppo
nel corso dei secoli, arrivando a costituire: 1) Una Via fisica, che porterà
allo sviluppo delle Arti Marziali; 2) una Via Psichica-energetica, che porterà
allo sviluppo dell'Agopuntura e dello Shiatzu; 3) una Via Spirituale che
porterà alla Meditazione Lo ZEN unito al DO IN forma una disciplina, lo ZEN
DO ISHI, che si differenzia dallo ZEN classico per una varietà nelle
respirazioni, in alcune metodiche fisiche, in alcuni aspetti che riguardano
l'energia dell'uomo, di interazione dell'uomo con l'ambiente. Lo ZEN DO ISHI è
"fondamento della Via per arrivare, attraverso lo studio dell'uomo, alla
salvezza dello stesso. seguendo una via fisica, spirituale, mentale". Consente
di gestire al massimo la propria energia e, attraverso movimenti mirati, posture
adatte, idonee respirazioni, il corpo si libera dalle tensioni date dalle negatività. L’Accademia Nazionale Shiatzu e la Scuola di Meditazione Zen Do Ishi si
propongono nella figura del Maestro di promulgare la Meditazione come mezzo per
insegnare un metodo atto a rendere l’uomo libero.
In genere, l’uomo non è libero in quanto sin dalla nascita la sua mente e la
sua coscienza sono ottenebrate da paure, illusioni, ansie, generate in lui dalla
propria condizione di essere umano e dalle aspettative offerte dalla società in
cui vive.
Lo ZEN non è una pratica filosofica (si distacca
dalla filosofia in quanto questa si ferma ad un livello deduttivo); non è una
religione (in quanto non parla mai di un dio); non è un metodo psicoanalitico
(si può considerare una terapia per lo spirito).
L’uomo di oggi è solitamente alienato: tralasciando da parte le varie motivazioni psico-sociali, l’alienazione
dell’uomo è dovuta essenzialmente ad un non equilibrio interno.
Oggi, purtroppo, si tende alla ricerca del proprio "ben-avere" per cui ciò porta ansia e stress continuo, in quanto non è possibile avere tutto ciò che si desidera, ed anche se ciò accadesse, l’acquisizione del tutto non porterebbe ad un acquietamento del desiderio, ad una serenità interiore. Il desiderio richiamerebbe sempre altri desideri.
Al contrario, una ricerca di valori spirituali porta ad una acquisizione del proprio "ben-essere", all’equilibrio con la natura; ma la prima natura è rappresentata da se stesso, per cui si arriverebbe all’equilibrio con se stesso.
L’uomo deve valere per quello che è, non per quello che ha.
L’uomo è composto da nous (spirito, intelletto, mente) e phisichè (fisico); nell’insieme influenzano la formazione della psichè (psiche).
La psicologia parte dal principio che è la psiche a muovere l’uomo, mentre la meditazione identifica il principio vitale dell’uomo nello spirito. Così, mentre la psicologia è un metodo terapeutico per la psiche, la meditazione lo è per lo spirito. L’uomo che vuol comprendere se stesso sino in fondo deve, con la sua inquietudine ed incertezza ed anche con la sua debolezza, avvicinarsi al proprio spirito.
La meditazione non è una religione in quanto non rivolge la propria attenzione alla figura di una divinità,
ma alla ricerca di una propria elevazione spirituale, la quale può essere rivolta verso una propria dimensione religiosa.
Si può essere fortemente religiosi, intendendo la religiosità come l’adempimento di un dovere. Si può essere fortemente religioso e poveri spiritualmente: quando si riuniscono in una sola persona il senso religioso ed il senso spirituale si hanno la grandi figure carismatiche conosciute con il nome di "Santi", riconosciuti tali da tutti i popoli, da tutte le culture, in ogni tempo ed in ogni latitudine. Una forte religiosità disgiunta, però, dal senso spirituale porta al bigottismo, all’alienazione religiosa, al fanatismo.
Da sempre l’uomo cerca di rispondere alle domande che riguardano il senso primo ed ultimo della vita: chi siamo, qual è il senso della vita, qual è il mio compito nella vita, cosa c’è, se c’è, in un’altra vita, ecc.
La meditazione non vuole fornire alcuna risposta a queste domande, ma vuole elevare l’uomo che si pone realmente queste domande ed evitare che cada nella superstizione, nella magia, nella ricerca di falsi idoli,
nello spiritismo, nei guru falsi, nei medium che popolano gli schermi, nell’errore che allontana dalla verità.
Purtroppo, chi non ha valori spirituali cui confrontarsi finisce con il credere a tutto, cadendo nell’errore peggiore, in quanto si crede di essere nella verità.
La Meditazione è una forma di "Arte del pensiero"; in particolare, la meditazione Zen si propone di offrire "un’Arte del Pensiero" in cui la mente ed il corpo si uniscono nell’essere, nella sua pienezza, per raggiungere l’Illuminazione.
La Meditazione è praticata da secoli da tutte le grandi guide spirituali che hanno accompagnato l’uomo nel suo cammino.
La Meditazione insegna che il fine dell’educazione dell’uomo, che deve durare tutta la vita, non è mai solamente l’istruzione o la socializzazione, ma la formazione della persona il cui fine trascende la dimensione culturale e storica nella quale vive ed opera.
L’educazione è una condotta che si propone di giovare alla condotta degli altri; il problema etico è impostato non sulla base di una affermazione di valori, ma sulla promozione ai valori.
Educare significa contribuire allo sviluppo di tutte le potenzialità nel campo conoscitivo e nel campo affettivo,
nel corpo e nello spirito, nella sfera individuale e nella sfera sociale, nelle motivazioni interiori e nei comportamenti esterni.
L’uomo deve essere sempre e meglio capace di raggiungere il fine che a lui è proprio, al quale la sua natura ed il suo essere lo destinano.
La Meditazione aiuta l’uomo ad essere se stesso, sia nell’attività personale sia in quella sociale, sia nella
sua dimensione spirituale sia nella sua dimensione terrena. L’uomo di oggi sembra minacciato da ciò che produce e dal risultato della sua volontà: l’uomo vive in uno stato di alienazione, di paura.
Ma l’uomo non può rinunciare a se stesso; non può divenire schiavo delle cose, schiavo dei sistemi economici, della propria produzione, della propria ricerca dell’avere. Una vita vissuta all’insegna dell’avere, del possesso, condanna l’uomo a tale schiavitù. Nei confronti della società è forse necessario parlare di adattamento.
Anche volendo far assumere alla parola adattamento il significato positivo di interazione, resta il fatto che la persona riceve fori spinte dall’ambiente. Il concetto di sviluppo è connaturale alla psiche umana;
tuttavia, da un punto di vista filosofico, il concetto di sviluppo può essere derivato dalla visione dell’essere reale in essere attuale ed essere potenziale.
Lo Zen è "istinto alla libertà". Si deve avvertire la necessità di un rapporto onesto nei riguardi della verità come condizione di una autentica libertà; si deve evitare, per questo motivo, ogni forma di libertà superficiale,
apparente, le libertà che non penetrano nella verità dell’uomo. L’uomo conquista la piena maturità quando è in grado di dominare il proprio organismo, il mondo esterno e se stesso.
La personalità si costruisce come un sistema aperto che si pone in transazione attiva e non passiva con l’ambiente. E’ mediante un continuo processo di chiarificazione e, quindi, di continua evoluzione che si struttura la capacità di agire razionalmente e volontariamente, cioè in libertà, effettuando continue e progressive scelte tra diverse opportunità e sfuggendo a pressioni che possono manifestarsi anche in forma di suggestione.
Per giungere a tali scelte autonome il soggetto deve anzitutto imparare a conoscere se stesso.
La maturità indica un passaggio dalla potenza all’attualità, cioè da ciò che si potrebbe essere a ciò che effettivamente si è.
Non è una trasformazione di un essere in un altro essere, né un semplice accrescimento quantitativo.
La
maturità spirituale porta ad una espansione e ad un nuovo consolidamento di
tutto l’essere.
La persona ha in sé i germi dello sviluppo, cioè le disposizioni innate sulle quali la personalità si sviluppa.
Lo Zen Do Ishi, unione dello Zen classico con il DO-IN, propone, oltre una via prettamente meditativa, una via fisica che, attraverso vari movimenti ed azioni ritmiche, si propone di "liberare" l’energia negativa che "ristagna" nell’organismo. Un pensiero negativo, una idea insicura, una coscienza debole, delle esperienze negative, portano ad un indebolimento del nostro spirito, della nostra psiche, del nostro fisico: cos’ un veleno continuo rovina l’esistenza.
Lo Zen Do Ishi propone ai propri cultori un mezzo per esaltare la nostra "energia" conosciuta come Ki dai giapponesi, e come Chi dai cinesi: questa energia, se ben canalizzata, con un giusto pensiero, con movimenti mirati, porta ad una esaltazione della propria persona.
L’Accademia Nazionale Shiatzu e la Scuola di Meditazione Zen Do Ishi si
propone di insegnare quest’ "Arte del
Pensiero" a determinate
persone scelte dal Maestro in
base ad esigenze personali del probabile allievo e
ad una effettiva volontà di progredire in una propria ascesi personale. Lo Zen non è una forma di magia, ne promette miracoli di alcun genere, e, al contrario, rifulge da qualsiasi tipo di atteggiamento miracolistico:
ciò che promette è una autentica ricerca del proprio "benessere".
Lo studio dello Zen Do Ishi è aperto a tutte le persone, pur avendo la consapevolezza che molte di esse si rivolgono allo Zen come ad un palliativo, come se ci rivolgesse ad una qualsiasi altra forma di meditazione,
confondendo lo Zen con lo Yoga, con la New Age, con la meditazione trascendentale, con l’esoterismo.
Tuttavia, si cercherà di formare un nucleo di persone che vogliano
intraprendere lo
studio dello Zen, il cammino della meditazione in tutti i suoi aspetti; un
gruppo selezionato di persone che decidono di percorrere la via non
facile che
le può portare all’Illuminazione, sena alcuna fretta, senza precorrere i
tempi. 
Consapevole che tutto questo non è facile, ma che il traguardo sarà l’apprendere la verità del proprio essere.
A coloro che vorranno aderire all’Associazione si richiederà una partecipazione attiva, riscontrabile sia in una piccola quota annuale, ma specialmente in una fattiva collaborazione, secondo le proprie capacità.
L'Accademia di Shiatzu, metodo TAYIO O TE NI, si propone, nella figura del Maestro Lombardi Mario,
di propagandare questa forma di "Arte del massaggio Shiatzu". Questo metodo è un metodo antico che riflette la nozione di "Energia" o di "Ki", il quale scorre nei Canali e Meridiani. Trattando, con il proprio Ki, i punti dove si addensa il Ki del paziente, si ristabilisce l'equilibrio energetico di quest'ultimo, per cui si proverà una sensazione di vero benessere diffuso. Unendo a questo massaggio la Ginnastica Shiatzu si può anche ristabilire l'equilibrio nella postura generale.
SOMMARIO SHIATZU, metodo TAYIO O TE NI