SCOPO ACCADEMIA
L’Accademia Nazionale Shiatzu e la Scuola di Meditazione Zen Do Ishi si propongono nella figura del Maestro di promulgare la Meditazione come mezzo
per insegnare un metodo atto a rendere l’uomo libero.
In genere, l’uomo non è libero in quanto sin dalla nascita la sua mente e la sua coscienza sono ottenebrate da paure, illusioni, ansie, generate in lui dalla propria condizione di essere umano e dalle aspettative offerte dalla società in cui vive.
Tale società prospetta una visione della realtà che non riesce a soddisfare le esigenze personali.
L’uomo di oggi è solitamente alienato: tralasciando da parte le varie motivazioni psico-sociali, l’alienazionedell’uomo è dovuta essenzialmente ad un non equilibrio interno.
Oggi, purtroppo, si tende alla ricerca del proprio "ben-avere"
per cui ciò porta ansia e stress continuo, in quanto non è possibile avere tutto ciò che si desidera, ed anche se ciò accadesse, l’acquisizione del tutto non porterebbe ad un acquietamento del desiderio, ad una serenità interiore. Il desiderio richiamerebbe sempre altri desideri. Al contrario, una ricerca di valori spirituali porta ad una acquisizione del proprio "ben-essere", all’equilibrio con la natura; ma la prima natura è rappresentata da se stesso, per cui si arriverebbe all’equilibrio con se stesso.
L’uomo deve valere per quello che è, non per quello che ha.
L’uomo è composto da nous (spirito, intelletto, mente) e phisichè (fisico); nell’insieme influenzano la formazione della psichè (psiche).
La psicologia parte dal principio che è la psiche a muovere l’uomo,
mentre la meditazione identifica il principio vitale dell’uomo nello spirito. Così, mentre la psicologia è un metodo terapeutico per la psiche, la meditazione lo è per lo spirito.
L’uomo che vuol comprendere se stesso sino in fondo deve,
con la sua inquietudine ed incertezza ed anche con la sua debolezza, avvicinarsi al proprio spirito.
La meditazione non è una religione in quanto non rivolge la propria attenzione alla figura di una divinità, ma alla ricerca di una propria elevazione spirituale, la quale può essere rivolta verso una propria dimensione religiosa.
Si può essere fortemente religiosi, intendendo la religiosità come l’adempimento di un dovere.
Si può essere fortemente religioso e poveri spiritualmente: quando si riuniscono in una sola persona il senso religioso ed il senso spirituale si hanno la grandi figure carismatiche conosciute con il nome di "Santi", riconosciuti tali da tutti i popoli, da tutte le culture, in ogni tempo ed in ogni latitudine.
Una forte religiosità disgiunta, però, dal senso spirituale porta al bigottismo, all’alienazione religiosa, al fanatismo.
Da sempre l’uomo cerca di rispondere alle domande che riguardano il senso primo ed ultimo della vita: chi siamo, qual è il senso della vita, qual è il mio compito nella vita, cosa c’è, se c’è, in un’altra vita, ecc.
La meditazione non vuole fornire alcuna risposta a queste domande, ma vuole elevare l’uomo che si pone realmente queste domande
ed evitare che cada nella superstizione, nella magia, nella ricerca di falsi idoli,
nello spiritismo, nei guru falsi, nei medium che popolano gli schermi, nell’errore che allontana dalla verità.
Purtroppo, chi non ha valori spirituali cui confrontarsi finisce con il credere a tutto, cadendo nell’errore peggiore, in quanto si crede di essere nella verità.
La Meditazione è una forma di "Arte del pensiero"; in particolare, la meditazione Zen si propone di offrire "un’Arte del Pensiero"
in cui la mente ed il corpo si uniscono nell’essere, nella sua pienezza, per raggiungere l’Illuminazione.
La Meditazione è praticata da secoli da tutte le grandi guide spirituali che hanno accompagnato l’uomo nel suo cammino.
La Meditazione insegna che il fine dell’educazione dell’uomo,che deve durare tutta la vita, non è mai solamente l’istruzione o
la socializzazione, ma la formazione della persona il cui fine trascende la dimensione culturale e storica nella quale vive ed opera.
L’educazione è una condotta che si propone di giovare alla condotta degli altri;
il problema etico è impostato non sulla base di una affermazione di valori, ma sulla promozione ai valori.
Educare significa contribuire allo sviluppo di tutte e potenzialità nel campo conoscitivo e nel campo affettivo,
nel corpo e nello spirito, nella sfera individuale e nella sfera sociale, nelle motivazioni interiori e nei comportamenti esterni.
L’uomo deve essere sempre e meglio capace di raggiungere il fine che a lui è proprio, al quale la sua natura ed il suo essere lo destinano.
La Meditazione aiuta l’uomo ad essere se stesso, sia nell’attività personale sia in quella sociale, sia nella sua dimensione spirituale sia nella sua dimensione terrena.
L’uomo di oggi sembra minacciato da ciò che produce e dal risultato della sua volontà: l’uomo vive in uno stato di alienazione, di paura.
Ma l’uomo non può rinunciare a se stesso; non può divenire schiavo delle cose, schiavo dei sistemi economici, della propria produzione, della propria ricerca dell’avere.
Una vita vissuta all’insegna dell’avere, del possesso, condanna l’uomo a tale schiavitù. Nei confronti della società è forse necessario parlare di adattamento.
Anche volendo far assumere alla parola adattamento il significato positivo di interazione, resta il fatto che la persona riceve fori spinte dall’ambiente.
Il concetto di sviluppo è connaturale alla psiche umana; tuttavia, da un punto di vista filosofico, il concetto di sviluppo può essere derivato dalla visione
dell’essere reale in essere attuale ed essere potenziale. Lo Zen è "istinto alla libertà".
Si deve avvertire la necessità di un rapporto onesto nei riguardi della verità come condizione di una autentica libertà;
si deve evitare, per questo motivo, ogni forma di libertà superficiale, apparente, le libertà che non penetrano nella verità dell’uomo.
L’uomo conquista la piena maturità quando è in grado di dominare il proprio organismo, il mondo esterno e se stesso.
La personalità si costruisce come un sistema aperto che si pone in transazione attiva e non passiva con l’ambiente.
E’ mediante un continuo processo di chiarificazione e, quindi,
di continua evoluzione che si struttura la capacità di agire razionalmente e volontariamente, cioè in libertà, effettuando continue e progressive scelte tra diverse opportunità e sfuggendo a pressioni che possono manifestarsi anche in forma di suggestione.
Per giungere a tali scelte autonome il soggetto deve anzitutto imparare a conoscere se stesso.
La maturità indica un passaggio dalla potenza all’attualità, cioè da ciò che si potrebbe essere a ciò che effettivamente si è.
Non è una trasformazione di un essere in un altro essere, né un semplice accrescimento quantitativo.
La maturità spirituale porta ad una espansione e ad un nuovo consolidamento di tutto l’essere.
La persona ha in sé i germi dello sviluppo, cioè le disposizioni innate sulle quali la personalità si sviluppa.
Lo Zen Do Ishi, unione dello Zen classico con il DO-IN, propone,
oltre una via prettamente meditativa, una via fisica che, attraverso vari movimenti ed azioni ritmiche, si propone di "liberare" l’energia negativa che "ristagna" nell’organismo.
Un pensiero negativo, una idea insicura, una coscienza debole, delle esperienze negative, portano ad un indebolimento del nostro spirito,
della nostra psiche, del nostro fisico: cos’ un veleno continuo rovina
l’esistenza. Lo Zen Do Ishi propone ai propri cultori un mezzo per
esaltare la nostra "energia"
conosciuta come Ki dai giapponesi, e come Chi dai cinesi:
questa energia, se ben canalizzata, con un giusto pensiero, con movimenti mirati, porta ad una esaltazione della propria persona.
L’Accademia Nazionale Shiatzu e la Scuola di
Meditazione Zen Do Ishi 
si propone di insegnare quest’ "Arte del Pensiero" a determinate persone scelte dal Maestro in base ad esigenze personali del probabile allievo e
ad una effettiva volontà di progredire in una propria ascesi personale.
Lo Zen non è una forma di magia, ne promette miracoli di alcun genere; ciò che promette è una autentica ricerca del proprio "benessere".
Lo studio dello Zen Do Ishi è aperto a tutte le persone,
pur avendo la consapevolezza che molte di esse si rivolgono allo Zen come ad un palliativo, come se ci rivolgesse ad una qualsiasi altra forma di meditazione,
confondendo lo Zen con lo Yoga, con la New Age, con la meditazione trascendentale, con l’esoterismo.
Tuttavia, si cercherà di formare un nucleo di persone che vogliano intraprendere lo studio dello Zen, il cammino della meditazione in tutti i suoi aspetti;
un gruppo selezionato di persone che decidono di percorrere la via non facile che le può portare all’Illuminazione, sena alcuna fretta, senza precorrere i tempi.
Consapevole che tutto questo non è facile, ma che il traguardo sarà l’apprendere la verità del proprio essere.
A coloro che vorranno aderire all’Associazione si richiederà una partecipazione attiva, riscontrabile sia in una piccola quota annuale,
ma specialmente in una fattiva collaborazione, secondo le proprie capacità.
L'Accademia
di Shiatzu, metodo TAYIO O TE NI, si propone, nella figura del Maestro Lombardi
Mario,
di
propagandare questa forma di "Arte del massaggio Shiatzu". 
Questo metodo è un metodo antico che riflette la nozione di "Energia" o di "Ki", il quale scorre nei Canali e Meridiani. Trattando, con il proprio Ki, i punti dove si addensa il Ki del paziente,
si ristabilisce l'equilibrio energetico di quest'ultimo, per cui si proverà una sensazione di vero benessere diffuso.
Unendo a questo massaggio la Ginnastica Shiatzu si può anche ristabilire l'equilibrio nella postura generale.
L'Associazione è nata con un intento preciso: fare in modo che non vada perduto ciò che il maestro ha ricevuto dal proprio Maestro. Il Maestro non avrebbe voluto insegnare Arti Marziali in quanto vi sono molti capaci Maestri di Arti Marziali, ma pochissimi Maestri di meditazione. Tuttavia, l'amore che porta per il Karate non lo ha mai allontanato dalla pratica di questo ed ha continuato a studiarlo non più come una cosa a parte rispetto alla Meditazione, quanto qualcosa di insito nella Meditazione e nello Shiatzu.
L'Arte Marziale è anche visto come Yoga in movimento, come Meditazione in movimento. Anche per quanto riguarda lo Shiatzu, questo non può essere praticato proficuamente se non da coloro che hanno praticato Karate: questa è l'opinione del Maestro.
Ora
la Meditazione e lo Shiatzu trattano del Ki sotto vari aspetti; ma il Ki
coinvolge tutti gli aspetti della vita dell'uomo, per cui la Meditazione e lo
Shiatzu possono trattare tutti gli a
spetti della vita dell'uomo.
Tutto può divenire forma di meditazione; in Giappone ogni forma di vita sociale può divenire un'Arte, cioè un metodo, una via per giungere alla Illuminazione (è sufficiente notare come il semplice mangiare può divenire una forma di Arte del cibo: la macrobiotica. Oppure la disposizione dei fiori porterà all'Ikebana, o vi può essere la pratica della cerimonia del tè).
Il Maestro pratica "spada zen", non come scherma o come forma di combattimento, come può essere il Kendo, ma un modo di giungere alla Illuminazione.
Inoltre, il Ki è considerato in Oriente come la sorgente dell'Amore, per cui per "usare" il Ki bisogna portare amore verso ciò che ci circonda.
Nell'Associazione possono partecipare tutti coloro che per qualche motivo trattano il Ki sotto tutti i vari aspetti: Arte, Meditazione, Cura dell'uomo e dell'ambiente, Filosofia e Religione, Cultura, Amore e Desiderio per il Ki.
Il Maestro desidera che i partecipanti agli scopi dell'Associazione non partecipino solamente con la quota annuale, ma con una partecipazione attiva, commossa e vera.
Per informazioni si può contattare l'Accademia.
Indirizzo e.mail: zen.do.ishi@mclink.it